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Napoli: Intervento letto al 7 congresso provinciale dell’unione inquilini di napoli da magyarova zlatica


UNIONE INQUILINI

L'EVOLUZIONE DEL MERCATO IMMOBILIARE RESIDENZIALE, NEGLI ULTIMI ANNI,
HA F ATTO SI' CHE I CANONI DEI CONTRATTI RINNOVATI D'AFFITTO, SIANO
AUMENTATI DEL 130% CON PUNTE DEL 145% NEL PERIODO CHE VA DAL 2000 AL
2010 NEI GRANDI CENTRI ABITATI URBANI.

In una situazione di generale difficoltà economica per le famiglie, le spese per le abitazioni
costituiscono oggi una delle voci principali del bilancio familiare.

Quasi 2,5 milioni di famiglie con reddito inferiore 15 mila €, si trovano in condizioni di serio
disagio nel pagare tali spese d'affitto che pesano per oltre il 40% del reddito.

Le famiglie sofferenti maggiormente sono le mano - genitoriali con figli a carico, pensionati,
persone con meno di 35 anni ed i giovani che si vedono snellire di molto i loro progetti familiari!

  • Dal 2008, il 13,5% delle famiglie si è ritrovata in arretrato con i pagamenti per la casa
  • Il 12% con i pagamenti dell' utenze domestiche
  • Il 14% con l'affitto
  • 8% con le rate del mutuo
  • Infine l' lMU - L'Imposta municipale unica (Imu) è il prelievo che dal 2012 sostituisce l'Ici,
    inglobando anche l'addizionale regionale Irpef sugli immobili. Si applicherà anche sulla
    prima casi. Sono previste delle aliquote base con la possibilità per i comuni di aumentare o
    diminuirle di una certa misura in base alle esigenze di bilancio.

A questa novità va ad aggiungersi la rivalutazione delle rendite catastali, che rappresenta un
ulteriore rincaro sulla casa: le rendite, cioè la base imponibile su cui si calcolerà l'Imu,
aumenteranno per le abitazioni private del 60%.

In sintesi, aumentano le difficoltà delle famiglie legate alla diminuzione dei redditi reali in
fascia intermedia e alle minori capacità reddituali.

Tra le dinamiche che concorrono a definire il problema abitativo alcune sono legate alla tipologia
familiare, che negli ultimi anni si è fortemente modificata, con una diminuzione di componenti per
nucleo familiare, oggi pari a 2/4 componenti per nucleo, ma contemporaneamente si è registrato un
aumento dei nuclei.

Ci sono più famiglie, ma sempre più piccole ( negli ultimi 30 anni le famiglie mono componente
sono passate dall'8,5 % al 27 %).

A questa deve aggiungersi la presenza dei migranti, ai quali si deve il saldo positivo della
popolazione del nostro paese.

Al primo gennaio dello scorso anno, gli stranieri residenti erano 4 milioni e 279 mila equivalente al
7% del totale della popolazione.

Gli irregolari sono stimati in circa 600 mila.

Per quasi la totalità sono persone che si rivolgono al mercato dell' affitto e corrispondono a circa l
milione e 300 mila nuclei familiari, dove 1'80% vive in coabitazioni con l o più nuclei, 1'85% ha un
contratto non registrato.

L'80% è monoreddito, il 70% percepisce un reddito inferiore a 15mila € annui.

In sintesi si riducono i componenti per nucleo familiare ma aumentano i nuclei, sempre più famiglie
e sempre più piccole, aumenta la popolazione per presenza dei migranti.

Si stima infatti che nei prossimi anni ci saranno in Italia tra le 13 e le 15 milioni di famiglie che
disporranno di un reddito ménsile di 15000 al mese o poco meno. Si tratta perlopiù di nuclei il cui
capofamiglia è un pensionato, un operaio, un giovane precario o un lavoratore extracomunitario
stabilizzatosi in Italia.

'.

 

Essi rappresentano una sorta di cuscinetto sociale che rimane al di sotto della media dei redditi dei
cittadini italiani e sopra però la soglia di povertà. L'esplosione di questa fascia di reddito intermedia
non può trovare nel mercato attuale una risposta. E il governo che fa? SI LIMITA AD
ELABORARE UN F ANTOMATICO PIANO CASA, PRIVO DÌ INTERVENTI REALMENTE
EFFICACI.

Da tempo denunciamo la drammatica situazione che si sta creando per l'enorme mole di sfratti per
morosità che da qualche anno caratterizza la crisi del mercato dell' affitto.

PROVVEDIMENTI EMESSI A NAPOLI  3031
SFRATTI ESEGUITI 1956

Otto volte su lO lo sfratto è dovuto all'incapacità di pagare l'affitto

È evidente a tutti come l'impossibilità ormai cronica dei cittadini in affitto di rinnovare i contratti o
di stipulame dei nuovi, sia da imputare alla distanza sempre più marcata tra capacità economiche
della domanda e attese dell'offerta acuita ancor di più dalla crisi.

216Mila sfratti per morosità per un totale di 268Mila provvedimenti emessi negli ultimi 5 anni non
danno solo il segno dell'emergenza, ma anche quello dell'assenza di una politica abitativa.
Nonostante le richieste continue al governo per accogli mento delle richieste delle proroghe degli
sfratti per finita locazione alle categorie più deboli e le misure per affrontare almeno l'emergenza
morosità, non sono state ancora soddisfatte.

Assenza ancora più incomprensibile in considerazione del mancato rifinanziamento del fondo di
sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento dell'affitto.

mentre la casa è diventata un'emergenza, specie nelle grandi città, in italia ci sono 4 milioni di case
ufficialmente vuote. 1 milione sono vuote davvero; le restanti 3 milioni in realtà sono affittate
senza contratto, spesso a stranieri, magari tanti, nello stesso appartamento. secondo l'anci,
l'associazione dei comuni italiani, il settore produce un giro da nove miliardi di euro all'anno. in

nero ovviamente.

i comuni italiani, in un'iniziativa senza precedenti che ha messo tutti i sindaci d'accordo, hanno
denunciato la situazione, che in città come roma e milano, dove i prezzi degli alloggi sono al di
sopra delle possibilità di molti, creano liste infinite di famiglie che hanno diritto ad una casa
popolare, ma le case non ci sono, o molte di quelle che ci sono sfuggono alla legalità .•

per risolvere il problema delle 600mila famiglie italiane che sono in attesa di una casa i sindaci
hanno in mente alcune proposte: rendere il canone più conveniente e alleggerire le tasse a chi
affitta, fornire incentivi fiscali ai proprietari, come l'azzeramento dell'it:UJ.per chi pratica canoni
calmierati, una tassa fissa del 20 per cento (la famosa cedolare secca) sulla rendita derivante dalla
locazione e la totale deducibilità dell'affitto da parte degli inquilini sulla denuncia dei redditi

in molti comuni, come a Genova o a Torino sono già attive le agenzie pubbliche per la locazione a
canoni calmierati: qui si offrono contributi economici a proprietari e inquilini (sui 5 mila euro) e si
mettono al riparo i proprietari da morosità e danni.

E' inutile nascondersi dietro un dito: la cosiddetta sanatoria delle "case fantasma", innesca un gioco
perverso che, date le implicazioni giuridiche dello strumento, non può che portare inevitabilmente
al terzo condono edilizio. Solo in Campania sono oltre 42mila le unità immobiliari inesistenti al
catasto, cioè non censite e quindi prive di rendita catastale. In sostanza si tratta di evasione fiscale
su un imponibile di imposta pari ad oltre 17 milioni di euro.

Unità immobiliari

Dall'inizio del 2007 in Italia sono state scoperte più di due milioni di unità immobiliari non censite.
Il dato emerge da una accurata e complessa indagine effettuata dall'Agenzia del Territorio, la quale

nell'arco di due anni, sovrapponendo le foto digitali del satellite alla cartografia catastale in suo
Ìmssesso ha avuto modo di far emergere il fenomeno in tutta la sua portata.

Gli stessi provvedimenti del Governo su Imu ed aumento della base imponibile dei redditi da
locazione, rischiano, in assenza di contromisure, di scaricare l'aumento della tassazione sugli affitti,
aggravando ulteriormente la già pesantissima situazione degli inquilini che, per la stragrande
maggioranza, hanno redditi medio bassi.

Sono necessarie queste misure urgenti:

l) sull'Irnu e sull'aumento della base imponibile, agevolare i contratti concordati e penalizzare gli
alloggi sfitti con l'obiettivo di ridurre gli affitti e immettere sul mercato della locazione un numero
consistente di alloggi;

2) censire rapidamente le risorse per l'edilizia popolare non utilizzate dalle Regioni per trasformarle
rapidamente in cantieri;

3) rivedere il Piano di Social Housing varato dal Governo Berlusconi, che non ha ancora prodotto
alcun alloggio per indirizzarlo alle effettive esigenze e capacità della domanda e non ad un ulteriore
ed inutile programma di case in proprietà;

4) riforma del regime delle locazioni per garantire la parte contrattualmente più debole;

5) rivedere la cedolare secca introdotta di recente sui redditi da locazione che favorisce per circa
1,5miliardi di euro annui soltanto i proprietari più ricchi, per reperire risorse da destinare all'edilizia
sociale ed al rifinanziamento del fondo di sostegno all'affitto, oramai azzerato, indispensabile per
affrontare l'emergenza rappresentata dall'enorme numero degli sfratti per morosità.»

Grazie alle case popolari, a Napoli sono sorti interi rioni, per anni abbandonati a sé stessi: niente
servizi e nessun tipo di infrastruttura sociale. Destinate originariamente alle famiglie numerose di
operai con basso reddito, attualmente per ottenere l'assegnazione di una casa popolare bisogna
partecipare al bando tramite l'ente IACP: requisiti essenziali sono la residenza nella zona di
assegnazione e lo svolgimento di un lavoro nella stessa zona che fornisca un reddito al di sotto dei
limiti fissati dal bando, diversi di anno in anno. Molti assegnatari di case popolari sono diventati proprietari degli alloggi grazie alle agevolazioni previste negli anni passati. I soldi ricavati dalle vendite dovevano servire a dare il via a nuovi piani di edilizia popolare. TI progetto non è stato realizzato: le case popolari a Napoli sono oramai una chimera per tanti.

Il Comune di Napoli è proprietario di oltre 30.500 case localizzate nei diversi quartieri della città e
al di fuori del territorio comunale, abitate dall'8,5 per cento dei nuclei familiari napoletani.
Complessivamente oggi il-Comune garantisce attraverso il proprio patrimonio abitativo una casa a
135.162 persone (pari al 13,5 per cento della popolazione napoletana). È dal 1989 che Romeo
Gestioni affianca il Comune di Napoli, come gestore integrato dei servizi per il patrimonio
immobiliare. Il valore del patrimonio immobiliare comunale ammonta a 2,5 miliardi di euro,

. -

necessita di 350 milioni di euro di manutenzione e in molti casi vede la morosità di alcuni

occupanti. In base all'accordo siglato, il Comune mette in vendita altri 3mila alloggi popolari per un
valore di oltre 100 milioni di euro.

I soldi ricavati dalla vendita, saranno difficilmente utilizzati per una nuova ricostruzione degli
alloggi ERP o per le manutenzioni degli alloggi già esistenti. Una stima condotta da Federcasa quantifica le domande di un alloggio popolare in Italia fotografando l'enorme divario tra le attese e la reale offerta di abitazioni in affitto a canoni sostenibili. Mentre, infatti, le case popolari prodotte nel nostro paese sono ormai da tempo poche centinaia ogni anno, cresce a dismisura il numero degli alloggi di nuova costruzione che rimangono invenduti che, secondo stime previdenziali, ammontano ad oltre 300.000. Una domanda senza case e tante case senza domanda. Si potrebbe sintetizzare in questo modo il risultato di una politica che si è illusa di risolvere il problema della casa nel nostro paese/solo ed esclusivamente incentivando la proprietà della casa/ed abbandonando quasi completamente qualsiasi incentivo all'edilizia sociale ed a un mercato dell'affitto più accessibile.

 

Napoli 20/04/2012                                                                          Magyarova Zlatica

 

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Data notizia01.05.2012