Sinistra "alternativa": si avvera in Italia il secondo scenario, quello negativo. Nel resto dell’Europa la sinistra alternativa e gli ecologisti avanzano in due paesi fondamentali come la Francia e la Germania. Ma tutto questo non ci "conforta"!
Primo scenario: con il superamento dello sbarramento del 4%.
Si avvia un ulteriore processo di riunificazione non solo tra i comunisti ma verso aree di sinistra alternativa (battistrada Cesare Salvi) con un ritorno anche di settori (quella parte non appiattita sul PD) che si sono orientati per la lista “Sinistra e Libertà”.
Carattere dominante: un sterzata a sinistra, con marcata autonomia politica. Sto verificando tale orientamento non solo nei militanti e dirigenti del Prc ma anche in quelli del Pdci.
Si rafforzerebbero le sinistre sindacali, in particolare quella interna alla CGIL e si aprirebbe la questione della convergenza nelle lotte sociali con il sindacalismo di base.
Si aprirebbe un positivo rapporto con il travaglio, interessantissimo, del nuovo movimento di massa degli studenti, i cui cenni di interesse per “noi” sono avvertiti anche in questa fase finale della campagna elettorale.
Dunque qualcosa di interessante, foriero non di recuperi storiografici (ingiuste le caricature sui “comunisti” con il capo volto all’indietro!), ma di ragionata riorganizzazione/riqualificazione anche nell’analisi della straordinaria critica fase del capitalismo globalizzato.
Secondo scenario: sbarramento non superato.
Gli effetti vanno oltre all’incidente elettorale. Gli attivisti dei due partiti (Prc e Pdci) piomberebbero in una esiziale depressione; insufficiente sarebbe la sponda del PD, probabilmente offerta dall’area dalemiana; appetibile solo per chi già era predisposto, come ceto politico, ma non per il residuo popolo della sinistra cosiddetta alternativa.
Lo sbandamento coinvolgerebbe lo stesso sindacalismo – non solo confederale. Probabilmente avanzerebbe la proposta (da penultima spiaggia? L’ultima non esiste per il flusso incessante delle esistenze!) della accelerata unificazione del sindacalismo di base (processo avviato dalle RDB verso i Cobas e Sdl). Cosa in sé non negativa, in un quadro generale di avanzata reazionaria e di avvilimento di massa, dovrebbe affrontare senza paracarri politici, una sistematica e pericolosa repressione dell’agibilità sindacale nei luoghi di lavoro. Drastiche le conseguenze per gli spazi politici autogestiti (a partire dai centri sociali); avanzerebbero i centri sociali di Stato della Gioventù Italiana già anticipati nella proposta di legge dalla ministra Meloni. E Forza Nuova cercherebbe di dilagare in una sistematica opera di provocazione squadrista.
Meno gravi gli effetti (anche se non c’è limite al peggio!) sui sindacati e movimenti di lotta per il diritto alla casa, comunque ridotti ad un rapporto ambiguo con il conservatorismo caritatevole e razzista alla Berlusconi. Non sono in grado di valutare gli effetti della totale sparizione della rappresentanza parlamentare della sinistra su alcuni settori ultraradicali. Non credo che – almeno nell’immediato – sarebbero incoraggiati all’azione diretta da questo eventuale smottamento; che appunto coinvolgerebbe l’intero fronte.



08.06.2009